Prima di varcare quella porta ne avevamo parlato a lungo.
E, a essere sinceri, più ne parlavamo, più i pregiudizi crescevano.

Paura di sentirci fuori posto. Di essere osservati. Di dover fare qualcosa che non volevamo.
Di ritrovarci in un ambiente forzato, dove il disagio sarebbe stato più forte della curiosità.

Poi finalmente abbiamo deciso e siamo entrati.

E la prima cosa che ci ha colpiti non è stata la scena. È stata l’accoglienza.
Sguardi discreti, nessun giudizio, nessuna pressione.
Persone che sapevano stare al proprio posto e rispettare quello degli altri.
Un clima più naturale di quanto ci fossimo mai immaginati.

Molte delle paure che ci eravamo costruiti da soli, lì dentro, non avevano niente a che fare con la realtà.

Il Caveau non ti chiede di essere diversi da come siete. Vi chiede solo di arrivare con rispetto, e con la voglia di scoprire qualcosa insieme.
Se anche voi avete ancora dei “e se…”..."mah..", forse è giunto il momento di verificarli.
Benvenuti al Caveau.



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